Allacciate le cinture! La strada inarrestabile verso l’elettrificazione

Più nuove, più ecologiche e presto anche più economiche: le auto elettriche stanno guadagnando terreno in modo esponenziale, rimodellando l’industria automobilistica globale. Ma con molti fattori di influenza ancora incerti, quali svolte e giravolte ci attendono?
I lockdown dovuti al Covid-19 hanno rallentato in modo significativo le vendite di nuovi veicoli a livello globale con un graduale recupero solo di recente. Questo ha riacceso l’attenzione sull’inevitabile passaggio dalla combustione all’elettrico. Ogni produttore e azienda della filiera che vuole competere in modo competitivo nel mercato dei motori deve adeguare i propri piani a questa transizione inevitabile. Indaghiamo le implicazioni di questo processo e cosa potrebbe significare la crescita di questo settore per gli investitori.
DALL’INNOVAZIONE ALLA RIVOLUZIONE
Nuovi modelli. Motori a basso consumo. Varianti lussuose. Strumenti di sicurezza avanzati. Per decenni, le case automobilistiche globali si sono sfidate su questi aspetti. Nessuna delle innovazioni, tuttavia, ha avuto quasi lo stesso impatto dirompente dell’introduzione dei veicoli a batteria.
Una maggiore attenzione dell’opinione pubblica verso l’efficienza energetica, insieme al calo dei costi delle batterie, ha reso questa rivoluzione elettrica sempre più attraente per i produttori di tutto il mondo: solo nel 2019 sono stati lanciati 143 nuovi veicoli elettrici. Le case automobilistiche affermate stanno adattando le loro attività a un futuro senza combustibili fossili. Ma un futuro del genere è così vicino come sembra?
DOVE GUIDANO I GOVERNI …
Le politiche ambientali e standard di emissione sempre più severi sono sicuramente i primi passi per i governi per influenzare il mercato. Gli incentivi pubblici guidano le vendite di veicoli elettrici, cio è dimostrato dalla pronta reazione della domanda a qualsiasi adeguamento, come il calo registrato in Cina e Regno Unito a seguito del taglio dei sussidi. Ma anche le manovre fiscali possono svolgere un ruolo. Ridurre le tasse o annunciare un aumento imminente può favorire un incremento delle vendite.
Diverse priorità a breve termine potrebbero tuttavia avere la precedenza e costringere i governi a compiere scelte difficili. I ricavi dei dazi derivanti dal carburante e dalle produzioni di petrolio locale diminuiranno inevitabilmente con l’aumento delle vendite di veicoli elettrici (EV). Inoltre, gli incentivi verdi richiedono finanziamenti in tempi di ripresa già impegnativi. Le politiche, quindi, possono variare da luogo a luogo, di volta in volta.
… E LA DOMANDA LI SEGUE?
Un cambiamento negli atteggiamenti pubblici non implica sempre uno spostamento della domanda e le vendite di veicoli elettrici sono ancora in percentuali basse, a una cifra, rispetto ai motori a combustione interna (ICE).
Mentre i punti di ricarica domestici sono relativamente economici e facili da installare, i punti di ricarica nelle città e in particolare nei paesi e nei villaggi sono limitati e non sempre universali. L’opinione pubblica può essere positiva, ma la mancanza di infrastrutture percepita spesso frena gli acquisti. Come bilanciare la crescente offerta e la domanda incerta?
PAESI DIVERSI, MARCE DIVERSE
Con il loro ritmo di sviluppo i mercati emergenti stanno contribuendo in modo sproporzionato alle emissioni, con Cina e India tra i primi tre paesi per emissioni a livello globale. Il loro bisogno di abbracciare la transizione non è mai stato così cruciale. Inoltre, il passaggio all’elettricità ridurrà gradualmente ma drasticamente il consumo di petrolio, che potrebbe aver già raggiunto il picco (come previsto da BP). Poiché molte economie emergenti, in particolare in Asia, dipendono dal petrolio importato, la transizione potrebbe essere più necessaria lì che altrove.
Tutto ciò ha motivato la Cina a fare dei veicoli elettrici una delle sue priorità dal 2015, con un obiettivo aggressivo annuale di 7 milioni di vendite (circa il 20% del totale) entro il 2025. Le ambizioni della Cina si sono estese ulteriormente, alla sicurezza delle materie prime e alla costruzione di una robusta infrastruttura di ricarica. Ma la Cina ha sempre lottato per esportare veicoli in mercati affollati come gli Stati Uniti e l’Europa. Quelle elettriche subiranno la stessa sorte? Sebbene l’industria sia stata dominata per decenni da Stati Uniti, Europa e Giappone, ad eccezione di alcuni sfidanti marchi coreani, il mercato dei veicoli elettrici potrebbe giocare secondo le proprie regole. Nessuna economia globale ha raccolto la sfida così rapidamente come la Cina, che l’anno scorso ha rappresentato oltre il 50% delle vendite globali e attualmente domina il mercato delle infrastrutture di ricarica.
Le vendite europee, d’altra parte, hanno superato quelle della Cina nella prima metà del 2020 e si prevede che cresceranno ancora più rapidamente a seguito delle imminenti politiche pubbliche: solo la quota di produzione globale della Germania potrebbe presto aumentare dal 18% al 27%. Cina e Stati Uniti potrebbero perdere terreno, registrando vendite costanti o in calo mentre il mercato europeo è in aumento.
In generale, per marchi noti a livello mondiale, la tendenza è quella di aumentare la propria presenza nei mercati di destinazione localizzando la produzione di veicoli e componenti. Stanno anche cercando di sfruttare il mercato attraente della classe media emergente in Cina e in altri mercati emergenti, la cui domanda sembra destinata a competere o superare quella degli Stati Uniti.
CHI ALIMENTERÀ IL FUTURO?
Un altro aspetto ha un impatto dirompente sul settore dei veicoli elettrici: l’equilibrio tra costo ed efficienza del suo componente principale, la batteria. Se oggi rappresenta il 30% del costo totale di un’auto, si stima che questa percentuale scenderà al 15% entro il 2030 (Bloomberg NEF). Ciò aiuterà progressivamente i clienti a vedere i veicoli elettrici come alternative valide e ancora migliori dal punto di vista dei prezzi complessivi.
Allora, chi sta dominando questo mercato parallelo, ma strettamente connesso? Sfruttando la sua già ben sviluppata catena di fornitura elettronica, la Cina è diventata uno dei principali produttori mondiali (73%) di batterie agli ioni di litio (LiB). Ma altri mercati emergenti e le loro case automobilistiche (che ora agiscono come attori globali) stanno sviluppando tecnologia e capacità alla pari con le controparti occidentali.
UNA LUNGA STRADA DA PERCORRERE
Quindi, l’inevitabile conclusione che l’industria ha affrontato e accettato per anni – che il motore a combustione così come lo conosciamo sarà presto esposto nei musei – si sta avvicinando di giorno in giorno. E, tra fusioni e acquisizioni, nuovi entranti che impongono l’agenda e giganti del settore che lottano per evolversi, abbiamo davanti una strada imprevedibile che metterà alla prova le sospensioni, lo sterzo e i freni dei più solidi veicoli di investimento. Ma quello che è certo è che la strada verso l’elettrificazione è inarrestabile. L’abbondanza di disastri ambientali ha portato una maggiore attenzione alla necessità di arginare la marea, e la transizione energetica continuerà a guadagnare slancio, non solo per necessità ma anche grazie all’educazione e alla consapevolezza.
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